I CATTOLICI IN PIAZZA PER IL FAMILY DAY

In piazza San Giovanni il ?Family Day?, organizzato da un pool di associazioni (Azione Cattolica, Neocatecumenali, Comunione e Liberazione, Acli, Mcl e tante altre). Esultante Savino Pezzotta nel suo intervento conclusivo. Secondo gli organizzatori un milione e mezzo i partecipanti, secondo le forze dell’ordine 200mila. ?No? ai ?dico?
? Nella contromanifestazione organizzata dai ?laici? ha pesato l’assenza dei Ds
ROMA ? Non c’è nulla di più italiano della famiglia. Un luogo comune difficile da smentire alla luce del ?Family Day? andato in scena oggi a piazza San Giovanni. La risposta all?appello lanciato dal pool di associazioni cattoliche che ha promosso l?iniziativa è stata massiccia, andando ben oltre le più rosee previsioni. Centomila presenze ? avevano detto alla vigilia i portavoce dell?organizzazione ? sarebbe già un successo. Un milione e mezzo è il bilancio di fine giornata gridato con soddisfazione da Savino Pezzotta nel suo intervento conclusivo. Forse la verità è a metà strada. Secondo le forze dell’ordine c’erano 200mila persone.
Sono arrivati da tutta Italia con mezzi propri, pullman (3.000), treni (almeno 8 charter). Qualcuno ha raggiunto la Capitale grazie alla solidarietà di altri che hanno fatto la colletta per pagargli il viaggio. La piazza, complice il bel tempo (e un battage capillare degli organizzatori) ha cominciato a riempirsi di buon’ora. Un afflusso ordinato e colorato, mosso dalla collaudata regia di Azione Cattolica, Neocatecumenali, Comunione e Liberazione, Acli, Mcl e tante altre associazioni.
Mamme, papà, nonni e bambini, tanti bambini. «Non credevo – esclama il regista Pupi Avati ? che l?Italia esprimesse un numero di famiglie così demograficamente rassicurante».
Dal palco si propongono testimonianze di vita, interviste a giovani coppie, immigrati, over90 che non hanno voluto mancare l’appuntamento, profili delle associazioni, delle tante anime, che hanno dato vita a quello che è stato considerato anche dal punto di vista organizzativo «un grande evento». Ma si diffonde anche musica ? brani conosciuti da tutti, di Battisti, Celentano, Mia Martini, Laura Pausini. Canta Povia e la piazza si commuove nel vedere un video, documento inedito, di Papa Wojtila.
Ma anche la politica, esclusa dal palco e dagli interventi ufficiali, conquista il suo spazio. Arrivano presto Mastella e Fioroni, accompagnati dai rispettivi figli; circolano tra la folla e chiacchierano con chi li ferma (non mancano le critiche). Via via si aggiungono Fini, Casini, Buttiglione, Andreotti… Il centro-destra è rappresentato in forze. Attesissimo dai giornalisti Silvio Berlusconi che generosamente concede interviste a destra e a manca.
La giornata scivola via festosa e tranquilla. Nessun colpo di scena, nessun temuto blitz da parte di simpatizzanti dell?altro schieramento, quello che a piazza Navona, in contemporanea, ha celebrato il 33° anniversario della vittoria laica sul divorzio.
Si arriva all?epilogo. «Quella che si è svolta oggi è una manifestazione libera da ipoteche di partito, perché la famiglia è un bene di tutti» ribadisce, chiudendo la kermesse, il presidente del Forum delle associazioni familiari, Giovanni Giacobbe. E lancia un appello alla politica perché ascolti le voci che si sono levate dalla piazza. «Vogliamo fare della famiglia ? avverte Pezzotta ? una causa nazionale e stabilire il principio che ognuno deve poter avere i figli che vuole senza che ciò si traduca in un abbassamento del tenore di vita». E poi ancora la rassicurazione ripetuta più volte in questi giorni: «non abbiamo nessuna volontà di dividere il Paese, questa non è una piazza contro, non è una piazza guelfa, è una piazza degli italiani. Qui non si strumentalizza la religione, ma neppure le si vieta di orientare le coscienze». Sui Dico, pronunciati poco ma evocati molto oggi, Pezzotta non lascia però spazio a equivoci: «premiamo perché il Parlamento non li introduca per legge». «Sono storie di individui ? chiosa l?altra portavoce, Eugenia Roccella ? regolate da diritti individuali».
12/5/2007
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